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| BLOG di blueyes1988 | |
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10 Dicembre 2008
Edward Cullen & Bella Swan
Di tre cose ero del tutto certa. Primo, Edward era un vampiro.
Secondo, una parte di lui, chissà quale e quanto importante, aveva sete
del mio sangue. Terzo ero totalmente incondizionatamente innamorata di
lui.
Prima di te, Bella, la mia vita era una notte senza luna. Molto
buia, ma con qualche stella: punti di luce e razionalità… Poi hai
attraversato il cielo come una meteora. All’improvviso, tutto ha preso
fuoco: c’era luce, c’era bellezza. Quando sei sparita, la meteora è
scomparsa dietro l’ orizzonte e il buio è tornato. Non era cambiato
nulla, ma i miei occhi erano rimasti accecati. Non vedevo più le
stelle. Niente aveva più senso.
Il resto del mondo non mi interessa, se non ci sei tu.
Sollevò la mano, indeciso, esitante, stava combattendo con se stesso; accarezzò svelto il profilo della mia guancia, con la punta delle dita. La sua pelle era ghiacciata come sempre, ma la traccia che lasciò sul mio vso era bollente, una scottatura che non provocava dolore. Sei assolutamente impresentabile. Nessuno dovrebbe essere così attraente: è una tentazione, non è giusto. “Ti amo più di qualsiasi altra cosa al mondo, senza eccezioni. Non ti basta?” “Si, mi basta. Mi basta per sempre” Se ci sei tu, non ho bisogno del paradiso. Edward, non avrebbe senso diventare immortale senza te accanto. Non vorrei vivere nemmeno un giorno senza te. Mi piegai in avanti, appoggiandomi alle ginocchia per non perdere l’equilibrio. “Tu sei indistruttibile”, sussurrai, senza fiato. “Lo credevo anche io, prima di conoscerti” La nostra relazione non poteva continuare in quel modo, in equilibrio sulla punta di un coltello. Prima o poi saremmo caduti, da una parte o dall’altra della lama, e ciò dipendeva esclusivamente dalle sue scelte, o dai suoi istinti. Io avevo preso una decisione prima ancora di rendermene conto razionalmente ed ero pronta a rispettarla fino in fondo. Perché niente era per me più terrificante, più straziante, del pensiero di allontanarmi da lui. A quel punto sentii la sua bocca sulla mia e mi arresi. E non perché fosse mille volte più forte di me. La mia volontà si sbriciolò nell’istante preciso del contatto. Il bacio non fu affatto prudente come quelli che ricordavo, ma andava benissimo così. Se proprio dovevo perdere un altro brandello di me stessa, meglio esagerare. Perciò restituii il bacio, mentre il cuore scandiva un ritmo spezzato e disordinato, il respiro si trasformava in affanno e le dita cercavano ingorde il suo viso. Sentivo il suo corpo marmoreo aderire al mio ed ero felice che non mi avesse ascoltata: non c’era dolore al mondo per cui valesse la pena di rinunciare a quell’istante. Le nostre mani riprendevano confidenza con il viso dell’altro e, nei brevi istanti in cui le labbra si separavano, lui sussurrava il mio nome… Non desideravo altro che restare con il mio eterno salvatore. Se ci sei tu, non ho bisogno del paradiso. Li fissavo perché i loro volti, cosi differenti, così simili, erano tutti di una bellezza devastante, inumana. "Ti amo" disse "è una giustificazione banale per quanto faccio, ma sincera". Ecco, tu sei esattamente la mia qualità preferita di eroina. Ai miei occhi eri una specie di demone, sorto dal mio inferno privato per distruggermi. L'odore soave della tua pelle... Quel primo giorno ho temuto di perdere definitivamente la testa. In quela singola ora ho pensato a cento maniere diverse di portarti via dall'aula, di isolarti. E mi sono opposto a tutte, temendo le conseguenze che avrebbero colpito la mia famiglia. Dovevo scappare, andarmene prima di pronunciare le parole che ti avrebbero costretta a seguirmi... Non avevo mai pensato seriamente alla mia morte, nonostante nei mesi precedenti ne avessi avuta più di un'occasione, ma di sicuro non l'avrei immaginata così. Con il fiato sospeso, fissavo gli occhi scuri del cacciatore, dall'altra parte della stanza stretta e lunga, e lui ricambiava, con uno sguardo garbato. Era senz'altro una bella maniera di morire, sacrificarmi per un'altra persona, qualcuno che amavo. Una maniera nobile, anche. Conterà pur qualcosa. Sapevo che se non fossi mai andata a Forks non mi sarei trovata di fronte alla morte. Per quanto fossi terrorizzata, però, non riuscivo a pentirmi di quella scelta. Se la vita ti offre un sogno che supera qualsiasi tua aspettativa, non è giusto lamentarsi perché alla fine si conclude. Il cacciatore fece un sorriso amichevole e si avvicinò con un passo lento e sfrontato, pronto a uccidermi.
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Sogni nel cassettoho molti sogni, ma c'è sempre qualcuno che me li "sfascia"; per ora il mio sogno che più mi preme è quello di andare all'università, per poi aiutare ai miei.....
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